Morte e processo del lutto durante il Covid 19

In questi ultimi mesi le vite di molte persone sono dolorosamente cambiate.

Tutti noi in qualche modo abbiamo affrontato e ci siamo adattati a molti cambiamenti (sospensione del lavoro, lavoro da casa, didattica a distanza, isolamento sociale, ecc.), abbiamo vissuto eventi significativi come compleanni, nascite, traguardi formativi, in un modo molto diverso da come lo avevamo immaginato ed eravamo abituati a fare. Abbiamo spento le candeline da soli nella nostra abitazione, magari in videochiamata con amici e parenti, non abbiamo potuto assistere alla nascita di figli, abbiamo partecipato a feste di laurea online, e così via…

Abbiamo fatto esperienza della grande capacità di adattabilità dell’uomo.

In questo breve articolo vorrei invece riflettere su chi ha vissuto e tuttora vive situazioni di lutto e perdita.

elaborazione lutto_psicologa Rapisarda Mariarosaria

Affrontare un lutto durante la pandemia.

Qual è la reazione e l’impatto psicologico sulle persone?

Ci si riferisce qui al lutto come ad uno “stato psicologico conseguente alla perdita di un oggetto significativo, che ha fatto parte integrante dell’esistenza. La perdita può essere di un oggetto esterno, come la morte di una persona, la separazione geografica, l’abbandono di un luogo, o interno, come il chiudersi di una prospettiva, la perdita della propria immagine sociale o lavorativa, un fallimento personale e simili” (Galimberti, 1999*).

Come cambia il processo di elaborazione del lutto durante la pandemia?

L’elaborazione, cioè la possibilità di metabolizzare un dolore, una sofferenza, per poi arrivare ad un nuovo equilibrio, è un processo complesso che richiede tempo. Si parla di “lutto complicato” quando questo processo si prolunga nel tempo fin oltre i 6-12 mesi. Ciò che preoccupa è che si prospettano molti “lutti complicati” in questo momento storico particolare.

L’ultimo saluto

La “morte senza saluto” è di sicuro uno tra i possibili fattori determinanti. Sappiamo purtroppo che a causa dell’emergenza sanitaria in atto molte persone si son viste portare via all’improvviso i propri cari dall’abitazione con l’ambulanza e non li hanno più rivisti.

Il saluto collettivo

Ma soprattutto non è stato possibile “socializzare il dolore” ossia ricevere il sostegno delle persone vicine, dovendo affrontare purtroppo questo dolore soli, senza poterne parlare o condividerlo con nessuno. Il dolore socializzato invece consente in qualche modo di dare un nuovo significato a ciò che è accaduto, permette di condividere a livello emotivo e di narrazione quanto accaduto. Raccontare gli ultimi momenti di vita è infatti importante perché aiuta a far emergere le emozioni e a contrastare la rottura psicologica tra un prima e un dopo.

Rituali di passaggio

È venuta a mancare, a causa del divieto di assembramenti, tutta la dimensione del “rituale”, nessun funerale, nessuna celebrazione di preghiera e sepoltura.

Chi ha perso una persona cara si è vista negare anche quella parvenza di controllo e scelta, che pur rimaneva, di fronte all’ineluttabilità della morte (scegliere quali vestiti far indossare alla salma, scegliere la bara, le modalità del rito funebre, ecc…).

Perché chiedere un supporto psicologico per elaborare il lutto?

lutto_dolore_sofferenza_supporto psicologico

Un supporto psicologico nei casi di perdita di una persona cara offre la possibilità di recuperare tutti quegli aspetti che sono venuti a mancare e che rischiano di rendere l’elaborazione del lutto complicata con risvolti negativi a livello di salute psicologica e qualità di vita.  

Dott.ssa Mariarosaria Rapisarda – Psicologa a Villafranca di Verona e online

*Galimberti, U. (1999). Enciclopedia di Psicologia. Torino: Garzanti.

Lascia un commento